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        Movimento culturale Synergetic Art fondato da Marisa Grande.

Movimento culturale aperto discussioni su arti visive, storia dell’arte, archeo-astronomia, simbologia, megalitismo, turismo culturale e religioso.

Griglia energetico-vibrazionale “armonica sei”

Scritto da Marisa Grande
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11
Ago
2009
La natura, con le sue regole precise, crea forme di simmetria-dinamica perfette che forniscono le basi per la geometria, la matematica, la fisica, la chimica, la musica, l’arte e per tutte le forme espressive delle facoltà dell’essere umano.

Le forme perfette rivelate dalla natura per mezzo dei flussi di energia, che gli antichi erano in grado di percepire, si pongono pertanto alla base della “geografia sacra”, estesa su scala planetaria (come la griglia elettromagnetica della Terra a forma di losanghe curve), della “geodesia sacra”, estesa su ampi territori (come le reti geodetiche megalitiche), della “geometria sacra”, applicata in architetture perfette per determinare risonanze coerenti, della “numerologia sacra”, dedotta dalla perfetta armonia dei cicli degli elementi del cosmo ed applicata tanto nelle macro, quanto nelle micro-scale per creare sistemi-complessi auto-equilibrati e connessi tra loro in un rapporto di relazione in dinamico, ma interdipendente, equilibrio cosmico.

In tale sistema modulare sono inclusi tanto la proporzione aurea e le figure platoniche, quanto le similitudini proporzionali di tipo frattale esistenti tra le dimensioni dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande.
Un “centro geodetico” fondamentale per la configurazione di una “griglia modulare esagonale” che sviluppa un'energia elettromagnetica vibrazionale che incide sulla crosta terrestre dell'area mediterranea, modellandola secondo il “valore sei” delle armoniche terrestri, corrisponde al Vesuvio. Il “passo geodetico” del sistema di griglia modulare a esagoni curvi dell'area, dalla cui energia dipende la morfologia della crosta terrestre del territorio italico, corrisponde alla distanza che separa il Vesuvio dal Monte Marsili, che è la stessa compresa tra il Vesuvio e il Monte Vavilov e tra questo e il Marsili. Il triangolo curvo che ne scaturisce, composto dai tre vulcani collocati nel Tirreno meridionale, corrisponde a un settore circolare curvo, ossia ad 1/6 dell’armonica sei, da cui dipende l’equilibrio energetico-vibrazionale di tutte le celle geodetiche adiacenti a quella centrale centrale.
La dinamica di espansione, che innesca fenomeni magmatici, tettonici e sismici è interna ad ogni cella geodetica e deriva dalla quantità di energia che s'irradia dal centro e va a scaricarsi sull’area periferica circolare, spesso costituita da “anelli di fuoco”, ossia da vulcani attivi o spenti, secondo la sequenza ritmica dello scorrimento della crosta terrestre sui bacini magmatici fissi in profondità.
L'energia emessa dal centro energetico-vibrazionale Monte Vavilov modella la costa campana a Nord-ovest, la dorsale di Comino e i Monti della Quirra nel Mare a est della Sardegna e la breve costa occidentale della Sicilia tra Capo S.Vito e Palermo.  
L'energia emessa dal centro energetico-vibrazionale Marsili influisce sulla morfologia della costa settentrionale della Sicilia e delle coste della Calabria e della Campania, comprimendo e modellando anche le Catene montuose Madonie, Nebrodi e Peloritani in Sicilia e gli Appennini Calabro e Lucano.
L'energia emessa dal centro energetico-vibrazionale Vesuvio incide immediatamente sulla compressione e sull'inarcamento dell’Appennino Campano.
La cella geodetica di base, che modella un'ampia area dell'Italia centro-meridionale, si espande dal centro collocato sul Vesuvio, fino ai due vulcani sottomarini Vavilov e Marsili, mentre sulla terraferma, passando da Monte Pollino e da Matera, modella la costa della Calabria e della Basilicata che si affacciano sul Golfo di Taranto. In Puglia comprende il Promontorio del Gargano e l’isola di Pianosa e in area continentale Pescara, il Gran Sasso, L’Aquila e Roma, fino a Pomezia.
Tale circonferenza indica il limite di una “cintura o anello di fuoco” silente finchè il magma sottostante non trova i punti deboli della crosta terrestre da cui fuoriuscire per formare giovani vulcani, in sostituzione di quelli spenti.
Sulla città de L’Aquila e sui comuni limitrofi che sono stati colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009 incide direttamente non solo il centro energetico Vesuvio all'interno della cella esagonale ad “armonica sei” ma anche le più piccole celle geodetiche con centro nelle località di Pescara sull'Adriatico e di Pomezia sul Tirreno, che si trovano sui punti costieri ai limiti della cella vesuviana, ma che, secondo un sistema proporzionale di tipo frattale, incidono anch'esse sulla configurazione della costa adriatica e della costa tirrenica.
Un sistema di sei celle geodetiche circolari di uguale grandezza, intersecandosi all'interno di quella centrale, descrive una forma di “fiore a sei petali”,  le cui linee mediane corrispondono ai lati di angoli di 60° ciascuno, forma conosciuta già dagli egizi e tramandata attraverso la  simbologia sacra con il nome di “fiore della vita”.
Collegando tra loro le punte estreme di ogni petalo si ottiene una suddivisione in celle esagonali. Se si prendono in considerazione le linee mediane di quattro petali, dei quali due appartenenti al fiore centrale e gli altri a due distinte celle adiacenti del sistema modulare che si estende a macchia d'olio intorno alla cella centrale, si ottiene una “losanga”, altro simbolo di origine arcaica.
Tale forma geometrica romboidale corrisponde alla maglia base di una “griglia geo-elettromagnetica” a losanghe curve che avvolge Terra. Tale griglia determina le linee di campo che solcano il pianeta da Nord a Sud per via sotterranea. Sono tragitti elettromagnetici, o ley-liners, i quali seguono un andamento a forma di “esse” che si ripete a passo costante e si avvita sullo sferoide Terra seguendo il suo movimento di rotazione, fino ad avvolgerlo in un sistema di linee a “doppia elica”, simile alla doppia spirale evolutiva e avvolgente che compone il DNA.

 

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