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        Movimento culturale Synergetic Art fondato da Marisa Grande.

Movimento culturale aperto discussioni su arti visive, storia dell’arte, archeo-astronomia, simbologia, megalitismo, turismo culturale e religioso.

La geometria sacra nel Salento

Scritto da Marisa Grande
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13
Nov
2010

Il modello archetipico ærmonico

Nel libro “la Triplice cinta” di Roberto Mosca e Alfonso Rubino, Edizioni Terra Nuova, novembre 2008, si rimanda all'antico studio delle forme adatte ad assorbire o neutralizzare le onde elettromagnetiche che alterano il nostro equilibrio naturale.

Per comprendere tale rapporto armonico o disarmonico tra la Terra e gli esseri che la abitano si cita la definizione che ha dato del tellurismo Umberto Cordier, autore di Guide di luoghi misteriosi e miracolosi d'Italia:

«per tellurismo si vuole intendere un particolare aspetto geografico dell'insolito, fondato su un'ipotesi a prima vista sconcertante, ma suffragata da una quantità di tradizioni. Una sapienza di origine antichissima ci tramanda che vi sarebbero luoghi dotati di particolari qualità che esulano dall'ambito propriamente fisico, per collocarsi in dimensioni che potremmo definire “magiche” o persino “mistiche”. Questi luoghi sarebbero in grado di favorire (oppure ostacolare) determinate funzioni biologiche, emotive o spirituali degli esseri umani. Pertanto vennero utilizzati come siti di città e santuari, oppure impiegati per determinati scopi terapeutici, cerimoniali, misterici».

Gli autori Mosca e Rubino, sulla base di tale presupposto, sviluppano un percorso di avvicinamento al mondo della geometria e dell'architettura, risalendo ai “codici armonici”, agli archetipi di una scienza antica applicata tanto in ambito religioso, quanto in ambito profano.

Tale antica sapienza, a lungo tenuta segreta, risale alle conoscenze misteriche della paleostoria e si basa sulla geometria sacra dei cicli cosmici armonici, la quale è descritta dall'orientamento dell'ombra sul suolo prodotta da un corpo esposto alla luce del Sole (ad esempio un palo di traguardo, un menhir, un obelisco, qualsiasi corpo fisico con funzione di gnomone).

Supportata dagli orientamenti filosofici di Platone, la geometria sacra di origine sapienziale, storicamente impiegava quel codice armonico derivato dall'osservazione dei cicli cosmici per generare “icnografie progettuali”, con l'intento di riprodurre in terra la perfezione armonica del cielo.

Insita tutt'oggi nel potenziale umano, tale sapienza fu applicata deliberatamente da egiziani, sumeri, greci, in Oriente quanto in Occidente. Ne furono particolari depositari i monaci znameniteli, ossia i “conoscitori dei piani geometrico-simbolici”, che la tramandarono a generazioni di costruttori appartenenti a corporazioni segrete.

Nel periodo gotico i progetti di tale costruzione architettonica ærmonica furono diffusi dai templari e dai monaci cistercensi e nel Rinascimento italiano dalla scuola neoplatonica di Marsilio Ficino. I modelli permangono anche nella fase barocca, potendo verificare la loro applicazione, come ha fatto l'ingegnere Rubino, anche alla planimetria e alla facciata della chiesa di Santa Croce di Lecce.


Dinamica sincronica terra-cielo

La Terra, sistema complesso, in equilibrio precario all'interno di un'infinità di altri sistemi complessi, risponde alle sollecitazioni gravitazionali dei corpi celesti che la circondano e le imprimono un moto di rotazione su se stessa e un moto di rivoluzione intorno al Sole.

La avvolge un campo magnetico, che le fa da scudo protettivo rispetto ai raggi solari, generato dal suo nucleo e incanalato lungo l'asse magnetico compreso tra i due poli Nord e Sud.

Il funzionamento dipolare prevede la fuoriuscita delle onde di flusso di polarità sud dal Polo Sud per raggiungere il Polo Nord per via aerea, mentre le polarità nord dovrebbero raggiungere il Polo Sud per via sotterranea.

L'inclinazione variabile dell'asse, facendo oscillare il pianeta, rende caotica la semplice dinamica bipolare e trasforma la Terra in una sorta di dinamo a disco. I campi elettrici, generati nell'area di contatto tra il nucleo esterno fuso e la base fredda del mantello, a causa di un incremento periodico dell'angolo di oscillazione planetaria, in particolari momenti della vita della Terra, si diffondono in direzione radiale, sconfinando dall'area del disco equatoriale e, oltrepassando i Tropici, provocano fenomeni elettromagnetici nelle aree dei due emisferi nord e sud della Terra.

I punti di fuoriuscita di tali campi elettromagnetici corrispondono a luoghi di alta energia tellurica, rispetto ai quali il campo magnetico del Sole, della Terra e il campo bio-magnetico dell'uomo entrano in risonanza. Tali punti in superficie corrispondono ai terminali di colonne di minerali a buona conduzione elettromagnetica, che tendono ad aggregarsi confinando i materiali crostali friabili verso la periferia delle celle geomorfologiche circolari che configurano la superficie terrestre. Percepita dai geomanti, l'energia tellurica emergente dai centri magnetici delle celle rendeva privilegiati quei territori, facendoli considerare “porte sacre” di collegamento tra le cavità più recondite della Terra e gli astri nel cielo.


Dalla geografia sacra alla geometria sacra

Tale rapporto di corrispondenza avveniva lungo le direttrici di collegamento di quei luoghi della Terra con determinati astri del firmamento, individuati tramite l'astronomia empirica per comprendere la relazione sincronica esistente tra la Terra e i corpi celesti che la circondano.

L'apposizione di marcatori terrestri collegati al Sole, alla Luna e ad alcune stelle più brillanti ebbe inizio molti millenni fa con la civiltà che riprodusse in terra precise mappe celesti elevando megaliti astronomicamente orientati.

I costruttori di megaliti, di piramidi, di templi pagani e cristiani seppero trarre da quel linguaggio armonico contenuto in natura, il modello archetipico quale principio costruttivo di una geometria sacra, che potesse riprodurre in terra l'armonia del cielo e rendere stabile il loro rapporto di relazione cosmica.

Il Salento, dalle cui cavità carsiche proveniva l'elettromagnetismo percepito dai geomanti, fu contrassegnato dai megaliti disposti in forma radiale, concentrica e spiraliforme intorno a quei centri energetici, creando l'archetipo del cella geomorfologica a “tela di ragno”.

I centri naturali corrispondono ai luoghi emergenti sul territorio, le Serre, che costituiscono le dorsali della penisola disposte in direzione Nord-ovest/Sud-Est.

I centri megalitici delle celle “a tela di ragno” sono allineati sulle Serre del versante ionico, come Monte Sant'Eleuterio e Specchia Silva e sulle Serre del versante adriatico, come Specchia dall'Alto, Specchia dei Mori e Monte Vergine. Queste ultime tre riflettono le tre stelle della cintura di Orione e come quelle, sono in proporzione armonica tra loro.

La corrispondenza tra i luoghi naturali contrassegnati dalle specchie e la matrice ærmonica applicata nel tempo in molte delle costruzioni architettoniche di varie civiltà, emerge dalle misurazioni svolte dall'ingegnere Alfonso Rubino, ricercatore attento e rigoroso di tali codici armonici, di recente venuto di persona a verificare sul posto la mia teoria di orientamento astronomico delle specchie di Monte Vergine, dei Mori e dall'Alto, la cui relazione armonica può considerarsi, pertanto, l'archetipo del “codice ærmonico”, prodotto dal moto sincronico che vincola la Terra agli astri del cielo.

 

Fig.1

“Codice ærmonico” di Alfonso Rubino applicato alle tre specchie delle Serre adriatiche salentine:

Specchia dall'Alto (40° 21' N -18° 15' E) - Specchia dei Mori (40° 13' N- 18° 17' E) - Monte Vergine (40° 08' N – 18° 23' E)

 


 

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